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La Pet Therapy siciliana |
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La Pet Therapy opera utilizzando i benefici fruibili dalla interazione tra uomo e animale. In Sicilia sono attivi diversi centri che utilizzano ad esempio i cavalli o gli asini come ausilio biologico di aiuto ed anche strutture sanitarie pubbliche, come l’ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo si è attrezzato con conigli, cani, gatti, tartarughe di terra e papere per svolgere un ciclo di incontri e sedute di terapia con bambini bisognosi di cure.
La Pet Therapy PET THERAPY, Nasce nel 1953 in America, ad opera dello psichiatra Boris Levinson. Nel corso di una seduta con un suo piccolo paziente autistico, si accorse che quest’ultimo trovava più piacevole la seduta in presenza del suo cane. Grazie all’animale, infatti, il paziente aveva maggiori possibilità di proiettare le proprie sensazioni interiori e di vivere un’occasione di scambio affettivo e di gioco. Il termine “Pet Therapy” che egli inventò, tradotto letteralmente suonerebbe in italiano come “terapia del cucciolo e/o delle coccole” o più propriamente da “Terapie Assistite dall’Animale” (TAA). La Terapia Assistita dall’Animale (TAA) è “un intervento che ha obiettivi specifici predefiniti, in cui un animale, che risponde a determinati requisiti, è parte integrante del trattamento. La TAA è diretta da un professionista con esperienza specifica nel campo, nell’ambito dell’esercizio della propria professione”. Ad essa si affiancano le Attività Assistite dall’Animale (AAA), “interventi di tipo educativo, ricreativo e/o terapeutico, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita. Gli interventi di AAA possono essere erogati in ambienti di vario tipo, da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, con animali che rispondono a determinati requisiti”. A chi è rivolta la “Pet Therapy” ? Le TAA sono finalizzate ad un miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui sono dirette. Non si presentano come metodo unico, infallibile, né in sostituzione ad altre forme di terapia, bensì in affiancamento ad esse. La prescrizione, la progettazione e l’attuazione di un simile intervento richiede la presenza di una équipe multidisciplinare, a seconda del paziente e della patologia da trattare, pertanto, affiancata ad altre forme di terapia, la “Pet Therapy” può giovare a • persone difficoltà relazionali; • persone in stato confusionale, ad esempio, affette da morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, demenza, schizofrenia, ictus; • persone con disordini dello sviluppo quali: sindrome di Down, sindrome fetale da alcool, paralisi cerebrale, autismo, iperattività, deficit da attenzione; • persone con disabilità fisiche quali: morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, distrofia muscolare, ictus, spina bifida; • persone con difficoltà di parola legate, ad esempio a: sclerosi multipla, disordini dello sviluppo, ictus, problemi di udito, depressione, paralisi cerebrale; • persone con problemi di udito, che può indurre un forte senso di isolamento; • persone con problemi di vista, nelle quali alcune modalità sensoriali, quali udito e tatto, risultano maggiormente sviluppati, per compensazione; • persone con disturbi psichiatrici, quali: depressione reattiva e/o endogena, schizofrenia, disordini alimentari, disturbi di personalità; • individui che hanno subito deprivazioni sensoriali; • malati terminali; • bambini; • anziani. Potrebbe invece rivelarsi non consigliabile per • le persone che non sono in grado di prendersi cura di altri esseri viventi, a causa delle loro condizioni psicofisiche; • i casi in cui la presenza di un animale induce la competizione all’interno di un gruppo; • i casi in cui gli utenti tendono a comportarsi in modo molto possessivo nei confronti dell’animale; • le persone con ferite aperte o con deficit del sistema immunitario; • le persone con disturbi psichiatrici, che li porta ad essere violenti; • nel caso di fobie specifiche nei confronti degli animali; • in caso di ipocondria; • in caso di allergie. Tuttavia è in entrambe i casi è utile e necessario effettuare una valutazione della personalità sia dell’animale, sia del potenziale utente, e la patologia di quest’ultimo, in modo da favorire un adattamento reciproco. |
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