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L'arte del costruire le botti |
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Nel comprensorio di Marsala troviamo ancora uno degli antichi mestieri più affascinanti e difficili, l’arte di costriuire le botti, direttamente legato al culto della terra ed al vino, del quale è strumento principale di preparazione. “Senza fuoco non si fa una botte” E’ quello che ripetono i mastri costruttori, la realizzazione di una botte richiede grande abilità manuale sia nella costruzione che nella preparazione del legno.
E necessita di una precisa tecnica durante le lavorazioni distinte, ma coordinate tra loro: la rifilatura, che consiste nel rifilare le doghe più larghe al centro e più strette sulle teste; l’assemblaggio è invece la seconda importante operazione e consiste nell’alternare doghe strette e doghe larghe nel primo cerchio di testa, poi si aggiungono altri tre cerchi detti da lavoro; il riscaldamento che consiste nell’accensione di un fuoco all’interno di ogni barrique. Il calore rende il legno morbido e docile alla corda di acciaio che serra le doghe iniziando dalla parte inferiore fino a quando saranno perfettamente a contatto le une contro le altre. I cerchi devono essere di ferro galvanizzato con giusti spessori. La botte a questo punto ha la sua nota forma e viene trasferita a tostare su di un altro fuoco. La tostatura, insieme alla provenienza del legno e alla stagionatura, rappresenta una fase importante del processo di produzione. È in questo stadio che si producono le vaniglie e molti degli aromi. Essa comporta la permanenza della barrique sul fuoco per circa 40 minuti necessari a fissare la curvatura della doga e a degradare il patrimonio fenolico del legno. Oltre alla tradizionale tostatura leggera, media e forte, le nostre ultime ricerche hanno messo a punto a punto un protocollo di tostatura definito a temperatura controllata. Esso permette una maggiore e più omogenea penetrazione del calore nel legno, evitando sgradevoli bruciature superficiali, al fine di ottenere cessioni più delicate e non prevaricanti sugli aromi primari del vino. In particolare, la superficie interna diventa, con questo procedimento, di un colore nocciola molto omogeneo ed in grado di conferire maggiori profumi e sentori di frutta ai vini. Terminata la tostatura, questa è pronta per la macchina che esegue le scannellature o capruggine nelle quali verranno inseriti i fondi, sagomati da una speciale fresatrice e assemblati mediante un particolare sistema di incastro che evita l’uso dei chiodi in ferro. |