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Cefalù Crowley e l' Abbazia di Thelema Stampa E-mail

Forse non è noto a tutti che Aleister Crowley, artista, poeta, mistico, pensatore e famosissimo occultista britannico,  amatissimo dai Beatles e dai Rolling Stones, un mito per parecchi rockmen  ( Marylin Manson se ne dichiarò ossessionato ) e ovviamente per molti occultisti di ogni fama e livello, passò ben tre anni in Sicilia, nel ridente paesino di mare di Cefalù, in provincia di Palermo.

Qui si installò nel 1920,  in una casa di periferia non molto grande, in contrada Santa Barbara. La casa divenne l'abbazia in cui si officiavano i particolari riti magici  ed osceni che scandalizzarono la piccola cittadina siciliana.
Attualmente l'Abbazia versa in un deplorevole stato d'abbandono; parte del tetto è crollata e i residui affreschi dipinti da Crowley nella nota Chambre des Cauchemars (La Camera degli Incubi) si stanno sempre più deteriorando. Questa vergognosa situazione sembra destinata purtroppo a perdurare, sebbene lo stesso Comune di Cefalù si sia interessato a tutelarne l'esistenza, di fatto però, questo non è bastato a dar corso ad un'azione di recupero dell'edificio e alla realizzazione di un ipotizzato "Museo Crowleyano" .

 Non è del tutto chiaro il motivo per il quale Crowley scelse Cefalù quale luogo ove erigere il suo Collegium ad Spiritum Sanctum (l'Abbazia di Thelema).
 

Al di la d'ogni ipotesi, l'unico riferimento documentario al quale potersi riferire è il suo Diario Magico che in data 1 Marzo 1920 riporta: “lettere dall'Inghilterra, confermano gli Yi [King]. Devo stare in Aprile e Giugno a Marsiglia o nelle sue vicinanze? Fuoco dell'Acqua. No.
Capri? Terra dell'Aria. No.
Cefalù? Terra del Lingam. Questa potrebbe andar meglio.
Fu unicamente secondo quest'indicazione che andai a Cefalù, con tutte le sue enormi conseguenze. E feci questo deliberatamente come 'Atto di Verità', una sorta di sprezzante coraggio.”
Per Crowley la villa era un'Abbazia, un Collegium ad Spiritum Sanctum, anche se non era certamente il tempio che voleva costruire sulla cima delle colline di Cefalù, per la cui realizzazione cercò d'ottenere, senza riuscirci, un prestito dalla Banca Commerciale Italiana.
Il tempio ideale sarebbe dovuto esser di forma circolare, con otto grandi colonne che reggevano il tetto a cupola, fatto di vetro, alta dodici metri, con cortili ed edifici riservati a vari scopi magici e sociali.
L'Abbazia era un edificio di pietra, ad un solo piano, imbiancata a calce, con un tetto di tegole rosse, e mura molto spesse.
Cinque ambienti si aprivano su d'una sala centrale, il Sancta Sanctorum o tempio dei misteri thelemici. Sul pavimento a mattoni rossi venne dipinto un cerchio magico sul quale era sovrapposto un pentagramma, le cui cinque punte toccavano la circonferenza che successivamente il regista americano Kenneth Anger fece asportare, prelevando mattonella per mattonella, per portarlo negli Stati Uniti .
Al centro del cerchio c'era un altare di forma esagonale, che conteneva una copia della stele di Ankh-f-n-Khonsu, con quattro candele da ogni lato, un esemplare del Liber Legis, con sei candele da ogni lato, ed altri ammenicoli vari: Campana, Bulino, Spada, Coppa, il Registro dell'Abbazia ed i Pani di Luce.
 Ad Est del cerchio, di fronte all'altare, c'era il trono della Bestia, e fra il suo trono e l'altare stava un braciere ardente al quale erano appesi i pugnali rituali. Il trono della Donna Scarlatta era posto ad Ovest. E lungo la circonferenza interna del cerchio c'erano scritti i nomi ebraici di Dio. Sulle pareti del tempio, su quelli della camera da letto di Crowley, la Chambre des Cauchemars, e di altre stanze dell'Abbazia c'erano dipinti di Crowley che illustravano il IX grado ed altri riti magici. Lo scopo di questi dipinti era spingere il visitatore attraverso la familiarità, all'indifferenza nei confronti del sesso.
Un dipinto raffigurava un uomo nudo che veniva sodomizzato dal dio-capra Pan. Il suo seme schiumante spruzzava la Cortigiana delle Stelle, che stava davanti a lui, in atteggiamento seducente, a braccia tese.
Un altro dipinto, la Terra di Cockayne, raffigurava un paesaggio con un fiume sul quale navigavano giunche e sampan. Sulla riva c'erano uomini e donne che danzavano, risvegliando la forza di Kundalini. Sullo sfondo c'erano montagne sinistre, attorno alle quali si snodava lentamente un serpente gigantesco, del genere mostro di Loch Ness che con la sua testa a forma di pene, sbirciava sospettosamente quegli esseri umani.
La vita presso l'Abbazia di Thelema era un continuo rituale, al risveglio, la Vegine Guardiana del Sangraal, batteva su d'un gong e proclamava la Legge: “Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge”; e tutti, compresi i bambini, rispondevano: “Amore è la Legge, Amore sotto il dominio della Volontà”.
Quando i thelemiti si alzavano, la mattina, indossavano i paramenti magici, prendevano gli appropriati strumenti magici (l'uomo una bacchetta, una spada od un pugnale; la donna un calice od una coppa) e, in piedi, volgendosi verso Oriente, recitavano la breve preghiera chiamata Segno della Croce Cabalistico.
Il rituale veniva eseguito toccandosi la fronte e dicendo Ateh (Tuo), il petto proferendo la parola Malkuth (Il Regno), la spalla destra dicendo ve-Geburah (e la Potenza), la spalla sinistra dicendo ve-Gedulah (e la Gloria). Poi si giungevano le mani, senza lasciare gli strumenti magici, e si pronunciava in tono vibrante le-Olahm, Amen (nei secoli dei secoli, così sia). Si proseguiva formando un cerchio andando da un angolo all'altro della stanza, da Oriente a Sud, poi ad Occidente ed a Nord, tracciando vigorosamente nell'aria il pentagramma con lo strumento magico, e pronunciando con voce vibrante il nome divino IHVH (Ye-ho-wau) ad Oriente, ADNI (Adonai) a Sud, AHIH (Eheieh) ad Occidente, AGLA (Agla) a Nord. Poi con le braccia tese in croce si diceva: “Davanti a me Raffaele, dietro di me Gabriele, alla mia destra Michele, alla mia sinistra Auriele, perchè davanti a me fiammeggia il pentagramma e nella Colonna sta la Stella a sei raggi”. Poi si ripeteva la Croce Cabalistica, volgendosi verso Sud.
Prima della colazione veniva pronunciato il Ringraziamento. Incominciava con il battito di alcuni colpi, a seconda della natura dell'opera in corso: tre per Saturno, cinque per Marte, otto per Mercurio, etc. Poi la Bestia, a capotavola, diceva: “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge”, e Soror Alostrael rispondeva: “Qual è il tuo volere?”.
La Bestia: “E' mio volere mangiare e bere.” ”A quale fine?” “Perchè il mio corpo sia fortificato.” “Per quale fine?” “Perchè io possa compiere la Grande Opera. Amore è la Legge, Amore sotto il dominio della Volontà. Così sia.”
Poi il pasto veniva consumato in silenzio. Lo stesso ringraziamento veniva recitato prima del pranzo, a mezzogiorno. Dopo l'ora del the, si praticava l'Adorazione Serale del Sole; la cena, alle sei in punto, era preceduta dal Ringraziamento thelemico, e dopo cena veniva la lettura di passi del Liber Legis.
I thelemiti uscivano dall'Abbazia alla mattina, a mezzogiorno, alla sera ed alla mezzanotte, per compiere l'Adorazione del Sole, una breve preghiera (Salute a Te che sei Ra nel tuo sorgere). Ra è il sole che sorge, a mezzogiorno il sole è Hathoor, alla sera Tum ed alla mezzanotte Khephra (lo scarabeo): “Salute a Te che sei Khephra nel Tuo nasconderti, a Te che sei Khephra nel Tuo silenzio, che attraversi il Cielo nella tua Barca nell'Ora Notturna del Sole.”
Durante il giorno, veniva eseguito il lavoro rituale: i thelemiti compivano varie cerimonie magiche, evocavano diavoli, li bandivano, conversavano con i loro Santi Angeli Custodi, invocavano gli dei, etc.
Nelle occasioni speciali, come l'ammissione di un nuovo membro all'Ordine, un matrimonio tra un fratello ed una sorella, una nascita od una morte, veniva celebrata la Messa Gnostica di Crowley, Liber XV, che incominciava con le seguenti parole del diacono: “Fai cio che vuoi sarà tutta la Legge. Io proclamo la Legge della Luce, della Vita, dell'Amore e della Libertà in nome di IAO” (IAO è un crittogramma gnostico di Jehovah).
La regola per i nuovi venuti era rigorosa. Prima settimana: Tre giorni d'ospitalità. Un giorno di silenzio. Tre giorni d'istruzione. Giuramento Magico, seguito da quattro settimane di silenzio e di lavoro. Sesta settimana: Un giorno d'istruzione. Dalla settima alla nona settimana: tre settimane di silenzio e di lavoro. Decima settinama: una settimana d'istruzione e di riposo. Dall'undicesima alla tredicesima settimana: tre settimane di silenzio e lavoro. Ma nessuno degli allievi che arrivavano all'Abbazia da Parigi, Londra o New York accettava questa regola e Crowley, naturamente, non insisteva troppo: con il suo umorismo caratteristico, definiva “superstite” l'ipotetico discepolo che fosse riuscito a completare il corso.
Crowley soffriva d'insonnia, ed era felice di appisolarsi appena gli era possibile.
Avere due sole mogli che spesso diventavano furiosamente gelose l'una dell'altra era un problema che l'assillava. Quando una si ammalava, l'altra doveva fare anche la sua parte. Il Corano, permettendo quattro mogli, aveva trovato la soluzione ideale; perchè, pensava Crowley, con due donne sei costretto a giustificarti continuamente con una per quello che fai con l'altra. Se le mogli sono tre, due si scambiano confidenze mentre tu sei con la terza; ma quattro sono tante e possono venire ignorate.
Di  quel piccolo eremo solitario, gli abitanti di Cefalù per lungo tempo rimasero ignari. Successivamente quanto accadeva nella famiglia dei "Mormoni"divenne  argomento di discussione nei numerosi ritrovi del paese. Dalla lettura delle cronache dell’epoca si può leggere che :
“Quasi nessuno dei componenti di questa famiglia scendeva in città tranne quando dovevano partire, il che avveniva spesso. Lo stesso Crowley evitava di fare delle amicizie ed a nessuno era concesso di avvicinarsi alla loro abitazione tranne che al loro fornitore il quale, nei periodi di assenza di Crowley, visitava spesso le donne rimaste sole con le quali aveva legato tener relazioni. Ma una delle concubine di Crowley scendeva spesso in città per la spesa e qualcuno ricorda ancora questa donna bionda, alta, di cui, pare, alcuni si siano invaghiti. Di tanto in tanto la casa di Santa Barbara restava completamente deserta perchè tutta la "famiglia" emigrava per un breve periodo. Chi accettava di far parte del "crowleysmo" doveva portare un notevole contributo di denaro. Per potere aderire a questa religione bisognava osservare alcune regole fondamentali: gli uomini dovevano avere la testa rapata, le donne dovevano avere i capelli biondi o rossi, chi non li aveva di colore naturale se li doveva tingere. Se qualcuna delle sue concubine disobbediva ai suoi ordini, la puniva esponendola nuda, legata con le braccia in croce, nelle rocce vicine che davano verso il mare. Preferibilmente le legava di notte quando pioveva o c'era cattivo tempo. La persona punita doveva restarsene immobile e muta. Tutte le donne erano marcate da un segno particolare sul seno, consistente in un sigillo formato da un occhio dentro un triangolo contornato da una raggera. Questo era il simbolo del loro signore e Crowley lo portava come emblema nei cappelli delle sue diverse uniformi. Gli abitanti di Cefalù non si spiegavano il via vai periodico di persone tutte con la testa rapata, se erano uomini, o con i capelli biondi o rossi, se erano donne. Incominciò così a serpeggiare qualche sospetto che nella isolata casa di Santa Barbara ci potesse essere un covo di spie o di gente che appartenesse ad un'altra religione. Alcuni incominciarono a spiare i movimenti di questi stranieri e così incominciarono a correre voci contrastanti sulle attività segrete di questa gente che non scendeva quasi mai in città. Solo raramente fu visto Crowley con il suo seguito di donne al Teatro Comunale dove si esibivano spesso delle compagnie di riviste e la gente tutta accentrava lo sguardo sulla sua strana figura, ed i giovani sulle sue donne. Egli camminava sempre con un bastone a serpente, qualcuno afferma di avere sentito le grida delle donne che egli fustigava e andava poi a legare nella roccia di S. Calogero; qualche volta addirittura le legava sulla rupe salendo da un sentiero ripido posto alle spalle del cimitero. Qualche capraio andava a slegare queste donne ancora sotto l'effetto della droga, completamente nude, le quali, poi, facilmente si concedevano. Altri dicono di avere ascoltato dei mormorii provenienti dall'abitazione di Crowley come se fossero delle preghiere ma subito dopo si sentivano dei lamenti e delle grida di dolore come se qualcuno venisse sgozzato. C'è chi dice addirittura di aver visto degli spiriti del male. Per tutte queste stranezze, e forse per giustificare la convivenza di più donne con un solo uomo, si disse che fossero dei mormoni, parola che per gli abitanti di Cefalù suonava un pò misteriosa. Furono visti spesso scendere alla spiaggia della Caldura dove Crowley teneva le donne in una tenda, delle volte giorno e notte, forse per castigo. I loro bambini venivano gettati in una grande cisterna che si trovava vicino alla loro abitazione affinchè imparassero a nuotare in quell'acqua fredda. Uno dei bambini morì in seguito a questi trattamenti. Le autorità locali, dopo l'avvento del fascismo, incominciarono a prendere serii provvedimenti, principalmente sentendo parlare di spionaggio. Il caso offrì alla polizia l'occasione di intervenire: era morto uno dei seguaci e la donna di questa persona non voleva più rimanere nella casa di Santa Barbara, voleva partire ma chiedeva a Crowley di ritornargli parte del denaro che il suo uomo aveva dato. Crowley non poteva, o non voleva, ritornare il denaro adducendo delle scuse che non furono accettate dalla donna rimasta sola. Essa decise, forse istigata da qualcuno del luogo, a denunciare tutto alla polizia. Crolwey fu così processato per oltraggio al pudore, per aver esposto le sue donne nude e per tutte le altre pratiche che esercitava nella sua casa. Egli fu scacciato via da Cefalù, con l'ordine di non poter risiedere in nessuna parte d'Italia, nel 1924. La polizia, per motivi prudenziali scacciò pure alcuni stranieri che abitavano a Santa Lucia. Una delle sue donne, abbandonata al proprio destino, rimase a Cefalù dove cercò di trovare lavoro come governante; ma quasi nessuno la voleva, non solo per tutto ciò che si era detto di loro, ma anche perchè era con due bambini. Fu costretta dalla necessità a prostituirsi e divenne l'amante di qualche signorotto locale.”
Eccetto per il resoconto fittizio dato nel Diario di un Tossicomane le esperienze di Crowley durante questo periodo a Cefalú rimangono in larga parte inedite. Il suo soggiorno ebbe una fine repentina quando fu espulso dall’Italia su ordine di Mussolini nel 1923. Egli si rifugiò in Tunisia e da lì a Parigi, dove sopportò una terrificante ‘discesa agli inferi’ spirituale e solo la sua forza di volontà e il suo ottimismo indomito lo resero capace di sopravvivere.
Crowley dedicò gli ultimi venti anni della sua vita a pubblicare alcuni dei suoi più preziosi contributi alla Corrente Magica, molti dei quali ebbero la loro genesi proprio  a Cefalú.
 
 

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