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Con 297 sì, 255 no e 3 astensioni la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”.Ora il testo passerà all'esame del Senato. Ecco i punti principali sull' immigrazione:
- introduce il reato di ”ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. Non verrà punito con il carcere, ma con una multa da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione; - prolunga da due a sei mesi il tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione. Le proroghe saranno autorizzate dal giudice di pace quando il cittadino straniero non collabora o non arrivano i documenti necessari all’espulsione dal Paese d’origine; - conferma i tre anni di reclusione e l’eventuale confisca dell’immobile per chi dà alloggio a pagamento, “per trarne ingiusto profitto”, a immigrati irregolari. Ma solo se questi sono senza permesso al momento della stipula o del rinnovo del contratto d’affitto; - obbliga i cittadini stranieri che vogliono sposarsi in Italia a esibire il permesso di soggiorno (i clandestini, quindi, non potrebbero sposarsi); -alza da sei mesi a due anni (tre per i residenti all’estero), il termine dopo il quale chi ha sposato un italiano può chiedere la cittadinanza. I tempi di dimezzano se ci sono figli nati o adottati dalla coppia; - prevede un contributo di 200 euro sulle richieste di cittadinanza. Metà del contributo servirà a finanziare la Cooperazione, l’altra metà andrà al Dipartimento immigrazione del Viminale; - subordina l’iscrizione dei cittadini stranieri all’anagrafe alla verifica da parte del Comune dell’idoneità dell’immobile in cui abitano; - obbliga gli sportelli di money transfer a fotocopiare il permesso di soggiorno dei loro clienti e a segnalare alla polizia quelli che non lo hanno. Chi non lo fa, perde la licenza; - prevede l’ esibizione del permesso di soggiorno per accedere ai servizi pubblici e per gli atti stato civile, tranne che per le prestazioni sanitarie o le iscrizioni alle scuole dell’obbligo; - obbliga i cittadini stranieri a sottoscrivere un ”accordo di integrazione” con un punteggio che crescerà o diminuirà in base al loro comportamento. Chi esaurisce i punti, perderà il permesso e sarà espulso; - introduce un contributo sulla domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno che andrà da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro; - prevede il superamento di un test di italiano per chi chiede la carta di soggiorno. Tutte queste norme, comunque, non sono ancora in vigore. Bisognerà infatti attendere l' approvazione da parte del Senato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima che diventino legge. Ma da Bruxelles e dall'Alto Commissariato dell'Onu arrivano critich all'Italia. Bisogna "evitare ogni deriva verso un'Europa 'fortezza'" e fare in modo che "l'immigrazione clandestina non sia presentata come una minaccia per la sicurezza" dell'Unione europea. Questo il messaggio fondamentale emerso dall'ultima riunione dei 27 commissari Ue a Bruxelles, secondo quanto si legge in un documento interno dell'esecutivo comunitario. Per quanto riguarda l'attuazione di un sistema per la gestione delle frontiere esterne, Bruxelles sottolinea "la necessita' di prevedere un messaggio chiaro sull'equilibrio da preservare tra sicurezza e protezione dei diritti dell'uomo, in modo da evitare ogni deriva verso un'Europa 'fortezza' e l'importanza di vegliare a non presentare l'immigrazione clandestina come una minaccia per la sicurezza", si legge nel documento, che riporta il dibattito di orientamento tra i 27 commissari Ue sul programma di Stoccolma, il piano quinquennale in materia di Giustizia, Liberta' e Sicurezza, che sara' approvato in autunno. In particolare per quanto riguarda immigrazione e asilo, i responsabili Ue hanno anche insistito sul "carattere essenziale della solidarieta' tra Stati membri per quanto riguarda l'accoglienza e le cure ai richiedenti asilo, la gestione dell'immigrazione clandestina ma anche la solidarieta' con i Paesi in via di sviluppo e con le vittime di traffici o abusi", si legge ancora nel documento. Nel corso della riunione dei responsabili Ue, che si e' tenuta mercoledi' scorso a Bruxelles, e' stata anche sottolineata l'importanza di "mantenere un equilibrio adeguato tra rispetto delle liberta' fondamentali e obiettivi di sicurezza", nonche' la necessita' di "procedere a una semplificazione del sistema attuale in materia di asilo sviluppando procedure comuni" tra i Ventisette. I commissari hanno anche riconosciuto "l'utilita' di istituire un meccanismo formale di redistribuzione dei richiedenti asilo e dei migranti, cosi' da ripartire meglio il carico che ne deriva" e "sviluppare un sistema di finanziamento per sostenere questo sistema di solidarieta'", si legge ancora nel verbale della riunione. Nel corso del suo intervento, il presidente della Commissione, Jose' Manuel Barroso, ha tenuto a evidenziare la necessita' di affrontare il problema dell'immigrazione illegale "su scala europea" e ha chiesto maggiore "solidarieta' tra Stati membri Ue", anche attraverso il "rafforzamento di Frontex", l'agenzia per il controllo delle frontiere esterne dei Ventisette. Il commissario reponsabile per Giustizia, Liberta' e Sicurezza, Jacques Barrot, ha da parte sua sottolineato la necessita' per l'Unione europea di "diventare un vero spazio comune e solidale di protezione" per quanto riguarda l'asilo, in particolare, lavorando sulla "solidarieta' e sulla condivisione di responsabilita' nell'accoglienza e nell'integrazione dei rifugiati". Sempre su immigrazione e asilo, Barrot ha poi insistito su quattro punti fondamentali: Primo: l'azione europea deve essere "flessibile, la politica migratoria deve mettere in piedi strumenti che consentano all'Unione di adattarsi ai bisogni di breve, medio e lungo termine dei mercati dell'economia e del lavoro". Due: "La solidarieta', l'Unione deve fornire un maggiore sostegno agli Stati membri piu' esposti alla pressione migratoria". Tre: "L'equilibrio tra una indispensabile politica di integrazione, una politica di lotta contro l'immigrazione clandestina determinata e una politica di migrazione legale attiva, in sintonia con le esigenze del mercato del lavoro". Per questo, avverte Barrot, sono pero' necessari "strumenti di analisi" come "l'istituzione di un osservatorio dei flussi migratori". Bruxelles si prepara ad approvare il prossimo 10 giugno una prima comunicazione sul Programma di Stoccolma, che sara' lanciato dalla presidenza di turno spagnola dell'Ue nel 2010. Fonte: http://www.quisicilia.com |