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Le meduse sono arrivate Stampa E-mail

Meduse in arrivo, per loro niente decreto sicurezza…
Sono già state avvistate nel Mediterraneo. Con un’urticante new entry. Che arriva dall’Atlantico.
L’allarme è già generalizzato. Ma da dove vengono? E soprattutto continueranno ad aumentare? Le meduse ci sono sempre state: lo dicono pescatori e scienziati. Come Ferdinando Boero dell’università del Salento, uno dei maggiori esperti mondiali in materia, che ha appena lanciato la campagna “Occhio alla medusa” e che adesso sta organizzando una pagina web per dare le segnalazioni in tempo reale e costruire delle cartine degli spiaggiamenti.

Sono 14 le specie disegnate in dettaglio nel manifesto della campagna: 5 con la scritta rossa per indicare che sono urticanti e 9 con la scritta bianca (innocue). Si chiede in modo schematico e molto comprensibile di inviare una e-mail ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) indicando: il nome della medusa (che si puo' ricavare dal disegno), il luogo di osservazione (per questo il Mediterraneo e' stato suddiviso in tanti caselle numerate), la formazione (se avvistamenti singoli o in gruppi) e la distanza approssimativa tra le meduse per capirne la concentrazione. Dopo i massicci fenomeni dei primi anni '80, ogni estate, da almeno da 8 anni a questa parte, nel Mediterraneo l' 'invasione' di questi organismi gelatinosi, e' assicurata

La specie più fastidiosa è la “Pelagia noctiluca”, che si muove in banchi anche di milioni di esemplari: i suoi sottili tentacoli fanno male. Nel Mediterraneo, in particolare in Italia, le specie più diffuse, oltre alla “Pelagia”, sono la “Rhizostoma pulmo”, con un bordo viola scuro ben visibile e il diametro di 30-60 cm.; la “Cotylhoriza tuberculata” giallastra, a forma di disco; raggiunge i 30 cm. di diametro la ”Aurelia aurita” e la “Pelagia noctiluca”, piccola (meno di 10 cm. di diametro) un po’ rosa e luminescente di notte. Un caso a parte è la Caravella portoghese “Physalia physalis”: non è una vera medusa, ma un animale composto da vari individui che vivono insieme: uno assume la forma di una vescica piena di gas e galleggia sulla superficie del mare, gli altri sono trasformati in tentacoli, lunghi alcuni metri, dall’effetto urticante.

Innocua, invece, la “Velella”, piccolo organismo viola scuro, erroneamente confuso con le meduse. Grossi banchi di meduse e affini sono già stati avvistati. I più pericolosi, costituiti dalla “Pelagia noctiluca”. Tutte le rive del Tirreno, dell’Adriatico e delle isole sono a rischio. La grande Caravella portoghese viene invece da Gibilterra: le coste più occidentali dell’Italia, della Sicilia e della Sardegna, sono o saranno raggiunte per prime.

 
 

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