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Ad un passo dal voto molti pensano con speranza o con timore al voto dei due milioni e 800mila "italiani residenti all'estero" chiamati ad eleggere 12 deputati e 6 senatori, col voto di preferenza. Un "privilegio" negato agli elettori in Italia. Un voto importante che nel 2006 si è rivelato decisivo per la vittoria dell'Unione. Una buona fetta di questo elettorato è di origine siciliana. Non a caso su 269 candidati presenti nelle diverse liste per le quattro circoscrizioni continentali ben 53 sono d'origine siciliana (il 20% ), dei quali tredici sono originari dal catanese, otto dall'agrigentino e sette dal messinese. Un vero primato che ha fatto scrivere di una "Sicilia superstar".
A parte la curiosità statistica, il dato semmai conferma l'ampiezza della presenza dell'emigrazione siciliana nel mondo, da sempre molto sensibile al richiamo della politica. Seguendo i quotidiani e i blog delle comunità d'emigrati è agevole rilevare che, nonostante le enormi distanze e la carenze di mezzi logistici e finanziari, all'estero la campagna elettorale, forse, è più sentita che nella madrepatria. Sarà per la preferenza o per l'ansia di colmare un lungo periodo di esclusione o per il semplice desiderio di riannodare i rapporti con l'Italia, fatto sta che gli emigrati sembrano entrati in fibrillazione nella speranza di mandare a Roma un loro rappresentante. Per altro, c'è da dire che oggi i nostri emigrati non vedono più l'Italia come una realtà da cui fuggire, semmai dove rientrare o comunque con cui ristabilire rapporti affettivi ed anche culturali ed economici. In verità, tale slancio un po' si smorza in quelli d'origine meridionale e siciliana i quali hanno ben chiaro che di Italie ce ne sono ancora almeno due: quella "bassa" dalla quale si continua ad emigrare e quella "alta" che scoppia di lavoro e di ricchezza verso la quale si emigra. Dell'emigrazione siciliana di tanto in tanto si parla, quasi sempre, per magnificare la sorte personale di taluno che è riuscito a fare il grande balzo nell'economia, in politica o nelle arti. Trascurando la gran massa che vive in condizioni dignitose e talvolta anche in miseria, soprattutto in alcuni Paesi dell'America latina. Uno scenario contraddittorio, poco conosciuto, anche se complessivamente migliorato, all'interno del quale si svolge l'esistenza di tanti siciliani sparsi per il mondo che possono partecipare all'elezione del parlamento nazionale ma non di quello regionale. |